Scambio di Coppia
Brasile, sole, mare e sesso
Fantasticstorm
17.10.2025 |
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"Io sono già venuto ma lei mi afferra i fianchi e mi spinge ancora in profondità dentro di lei ansimando sempre più forte..."
Il sole è calato e la giornata è alla fine. Decidiamo di lasciare sedie e ombrelloni e di andare a prendere questo famoso bikini brasiliano.Entriamo in un negozio ben fornito di costumi di tutti i colori. Eva insieme a Julia scelgono un paio di modellini che duravo fatica a vedere di che colore fossero tanto erano piccoli e poi si avviano alle cabine per provarli.
Eva esce con un bikini microscopico e io dico:
“Ma siamo sicuri che non ti arrestano. Io francamente, forse anche per il colore molto tenue, da qui mi sembri nuda.”
E Pietro fa:
“Tranquillo, sono garantiti e non le possono dire nulla.”
Trovato il costume diciamo ai due ragazzi che, se hanno bisogno di cambiarsi, possono salire da noi, poi andiamo a mangiare qualcosa insieme. Accettano la proposta e ci avviamo verso l’albergo. Prendo le chiavi e saliamo, dopo aver consegnato i documenti dei due ragazzi alla reception.
Arrivati in camera Eva si spoglia completamente, senza preoccuparsi di andare in bagno e chiudersi dentro. Julia rimane un po’ li indecisa. Io faccio la stessa cosa di Eva e mi spoglio completamente per poi andare in bagno a fare la doccia. Eva mi anticipa e ci va lei. Poi torna indietro e chiama Julia dicendole in inglese di andare sotto la doccia con lei.
La ragazza è un po’ imbarazzata, Pietro nel frattempo si era spogliato del tutto e anche lui rimane nudo in attesa di fare la doccia dopo le due ragazze. Finalmente Julia prende la decisione e si spoglia. Appena si è tolta il reggiseno con le braccia tenta di coprirsi i seni, ma poi, per togliere il resto, deve scoprirli e alla fine abbandona qualsiasi remora, e si spoglia completamente nuda.
È proprio una bellissima ragazza, piccola, un po’ cicciottella, ma con i fianchi piuttosto stretti, il culo pronunciato e ritto, e il seno bello abbondante e anche quello bello ritto.
In punta di piedi, saltellando, raggiunge Eva e si infilano sotto la doccia. Noi ci sistemiamo sulla porta e gustiamo la scena delle due ragazze che si insaponano a vicenda. Eva poi prende l’iniziativa e prima di insaponarle i seni glieli bacia. Poi passa ad insaponarle la fica, che vedo per la prima volta, e che scopro essere piuttosto pronunciata e paffutella. Fisicamente è proprio lo stereotipo della donna mulatta, ma il viso è più in linea con i lineamenti europei che con quelli africani.
Le due ragazze escono dalla doccia e tornano in camera a rivestirsi, io lascio la doccia a Pietro e aspetto il mio turno.
Finite le docce e rivestiti tutti usciamo e la ragazza ci dice che ci avrebbero portati in un ristorante sul lago interno alla città, dove si mangia molto bene.
C’era un po’ di strada da fare ma con la metro non ci avremo messo più di tanto. Accettiamo e andiamo con loro. Arrivati al ristorante ci sistemiamo all’aperto con una vista davvero stupenda della città. Da lì vediamo il Corcovado e il Pan di Zucchero illuminati a giorno, in quella sera calda e piena di profumi.
Mangiamo benissimo e poi io vado a pagare il conto obbligandoli ad accettare di essere nostro ospiti. Il conto che mi dà il cameriere è una cosa ridicola se paragonato a quello che poteva costare una cena come quella in Italia, in quattro abbiamo speso quanto da solo in un ristorante medio dalle nostre parti.
Finita la cena dico ai ragazzi che preferivo tornare in albergo con il taxi perché la metro non è sicura a quell’ora. Convengono anche loro che un taxi è la scelta migliore e raggiungiamo a piedi un punto dove ce ne sono diversi.
Arriviamo velocemente in albergo. A quell’ora il traffico è scarso e saliamo in camera. Ora si tratta di vedere se i due nostri amici intendono proseguire con la situazione che gli avevamo prospettato prima, e se avremo fatto un po’ di sesso in quattro.
Eva si siede sul letto posizionandosi su un fianco e poi appoggia la mano sulle lenzuola e dice a Julia di raggiungerla li. Io e Pietro ci sistemiamo sull’altro lato dell’enorme letto in attesa di vedere cosa sarebbe successo.
Julia è imbarazzatissima, le si legge in volto che non è tranquilla e rilassata. Poi va verso Eva e si mette accanto a lei. Sento che si parlano ma sottovoce e non capisco cosa si sono dette e poi visto che parlavano inglese mi rimaneva anche più difficile.
Eva parla inglese in modo molto fluente e con un ottimo vocabolario. Io sono molto più limitato invece e in quanto a fluidità direi imbarazzante.
Eva deve aver detto a Julia di spogliarsi e lei lo sta facendo lentamente. Anche Eva si toglie gli stessi abiti, più o meno, che si sta togliendo Julia. Uno dopo l’atro i capi volano in qua e là e le due ragazze rimangono nude sul letto.
Eva prende l’iniziativa e con una mano appoggiata sul petto di Julia la spinge e la fa sdraiare sul letto. Poi le allarga le gambe avvertendo un po’ di resistenza che notiamo anche noi.
Julia è tesa come le corde di un violino e ancora non riesce a rilassarsi e lasciare che i sensi si accendano. Eva inizia a leccarle la fica e si sistema un po’ di fianco proprio per lasciarci vedere quello che sta facendo. La fica di Julia è un bel bocconcino, paffutella e direi anche morbida. Eva ci sa fare e io ne so qualcosa, infatti dopo poco Julia comincia a godere e si rilassa assecondando la lingua di lei.
A quel punto Eva cerca di invertire i ruoli e fa in modo che la sua fica sia a portata di bocca di Julia. La ragazza è un po’ titubante, non deve aver avuto molte occasioni di fare sesso con un’altra donna o forse addirittura non lo ha mai fatto.
Però è molto curiosa di scoprire questo nostro mondo e quindi ci prova. A giudicare dalla reazione di Eva, non sta facendo un gran bel lavoro. Ma per essere probabilmente la prima volta è da premiare il coraggio di provarci.
Io e Pietro a quel punto ci spogliamo e anche noi saliamo sul letto e ci dirigiamo verso le due ragazze. Eva si stacca da Julia e va verso Pietro poi gli dice:
“Pietro, non me ne volere ma, per non far sentire a disagio Julia, io e te faremo le stesse cose che faranno lei e Antonio.”
Pietro risponde facendo segno di sì con il capo.
“Hai perfettamente ragione e sono d’accordo con te.”
Mi sposto a mi avvicino a Julia. Lei mi guarda e sorride, più per scaricare la tensione che per un vero desiderio di fare sesso con me.
Inizio come aveva fatto Eva con lei e le allargo le cosce per infilarmi con la testa tra le gambe e leccarle la fica. Mentre sono lì, e la sento già ansimare, penso che quella è la prima volta che faccio sesso con una donna di colore.
È vero che è una mulatta e non una con la pelle proprio nera, ma è comunque la prima volta e mi fa piacere scoprire anche questa nuova esperienza. Lei poi è anche una bellissima ragazza.
Julia sta ansimando forte e sento sotto la lingua che ha delle contrazioni della vagina molto forti. Non capisco se sta venendo e non saprei nemmeno come chiederglielo, continuo e vedo se lei diminuisce i profondi sospironi lasciandomi immaginare che abbia già avuto un orgasmo.
Dopo qualche secondo, Julia mi appoggia una mano sulla fronte per staccarmi da lei e mi sorride. Io mi sdraio e mi preparo per farmi fare un pompino.
Eva è anche lei pronta, e ha già in mano il cazzo di Pietro accarezzandoglielo. Tra l’altro noto che ce l’ha piuttosto piccolo rispetto al mio. Julia guarda gli altri due senza prendere l’iniziativa. Eva, visto che la ragazza non si decide, prende l’iniziativa e inizia a fare un ricco pompino a Pietro che parte subito ad ansimare.
Julia a quel punto, anche se probabilmente non ne ha una voglia enorme, si avvicina al mio cazzo e se lo infila in bocca. Con le labbra mi ha afferrato la cappella e poco più, poi sento che lo fa muovere in bocca ma giusto la sola parte in alto, senza affondarselo tutto in bocca e senza usare la lingua per massaggiarmi la cappella.
Non mi sta dando molto piacere, nonostante la sua bocca carnosa con delle bellissime labbra pronunciate, e quindi non mi sta facendo impazzire.
Lascio che la ragazza continui e poi vedo che Eva è ad un punto che probabilmente la farà arrestare per poi vedere se scopare o no con Pietro.
Ecco, infatti, che lascia il cazzo di Pietro e guardandomi mi fa capire che era arrivato il momento di passare alla fase successiva e provare ad infilarglielo nella fica.
Con la mano accarezzo il volto di Julia e la spingo leggermente per far uscire il mio cazzo dalla sua bocca. Lei mi guarda stupita e non capisce perché l’abbia fermata. Io mi sposto verso di lei e spingendola distesa sul letto le salgo sopra per metterglielo dentro. Julia rimane con le gambe strette e non mi fa entrare tra le sue cosce. Poi sposta la testa per guardare gli altri due e vede che sono lì fermi in attesa ancora una volta di capire cosa lei volesse fare.
Eva prende di nuovo l’iniziativa e fa sdraiare Pietro. Poi gli monta sopra e se lo infila dentro. Parte immediatamente a saltare su e giù e se lo scopa con intensità. Julia probabilmente ha capito che avrebbe anche lei dovuto farlo con me. Sicuramente tutto quello che abbiamo fitto fino ad ora le ha fatto venire una gran voglia di scopare, e senza esitare allarga le cosce. Io prendo subito l’iniziativa e, senza esitare oltre, glielo infilo nella sua fica morbida e umida di desiderio.
La scopo con intensità e sento che di nuovo lei viene. Stavolta anche con dei lamenti più forti e insistenti. Anche io mi lascio andare e le vengo dentro riempiendola di sperma. Sono all’apice del godimento e le do due colpi di reni piuttosto forti che la fanno venire di nuovo. Io sono già venuto ma lei mi afferra i fianchi e mi spinge ancora in profondità dentro di lei ansimando sempre più forte.
Alla fine il mio cazzo torna alle dimensioni normali ed esce dalla sua fica grondante di sperma.
Mi giro e vedo che anche Pietro ed Eva hanno smesso di scopare, e forse già da un po’ vista la faccia di Eva. Ci risistemiamo e sono curioso di sapere cosa ne pensava Julia della serata. Vedo che anche Pietro è curioso di sapere se quell’esperienza è stata positiva o no.
Lascio che parlino tra di loro e mi avvicino a Eva che mi sussurra in un orecchio:
“Amore, dopo che i ragazzi se ne saranno andati, preparati all’idea di scoparmi, perché m’è rimasta la voglia. Il ragazzo, un po’ perché ce l’ha piccolo, un po’ per il fatto che è durato un nano secondo, non ho nemmeno provato un minuto di piacere.”
Sorrido, le strizzo un occhio, e poi le dico:
“Lo sai che io lascio sempre un po’ di buona robina per te.”
Pietro mi viene incontro e sorridendo mi dice che erano stati proprio bene con noi e mi ringrazia per la cena e per il dopocena. Io lo ringrazio dei complimenti e poi gli chiedo:
“Ma Julia cosa ha detto di quello che abbiamo fatto.”
“Per lei è la prima volta che scopa con un ragazzo, conosciuto poche ore prima. Le ha dato un po’ fastidio che io scopassi con Eva, ma gli ho spiegato che il gioco sta proprio nel fatto di condividere esperienze con altri facendo le stesse cose e ora è serena e soddisfatta. Anzi, mi ha detto che ha goduto ben tre volte. Cosa che non le era mai capitata.”
Non aggiungo nulla al discorso di Pietro, gli avrei voluto dire che lui con quel cazzino stile ‘Pic Indolor’ è difficile che riesca a fare altrettanto, specie poi se ci aggiungi il fatto che dura poco meno di un battito di ciglia. Poi mi rendo conto che era meglio non infierire e sorridendo mi avvicino a Julia.
L’abbraccio e cerco di dare un bacio sulla guancia, ma lei mi afferra il viso e mi schiocca un bacio profondo sulle labbra. La sua bocca morbida e carnosa mi dà un’ottima sensazione e gli ammollo un secondo bacio.
I ragazzi sono pronti e ci salutiamo dandoci appuntamento per la mattina successiva per andare insieme alla famosa spiaggia nudista.
Vado in bagno e poi mi sistemo per la notte. Quando torno in camera Eva mi fa:
“Ti piace la morettina, non ti era bastato un bacio, gliene ha voluto rifilare un altro è...”
“Che fai sei gelosa?”
E faccio una risata.
“Non ridere bellino, non scherzo, lo sai che baciarsi come hai fatto te mi dà fastidio. E se lo avessi fatto io con Pietro sono sicura che avrebbe dato fastidio anche a te”
“Si, hai ragione, perdonami.”
“Non lo so se ti perdono. Te intanto scopami alla grande e poi vedo se perdonarti.”
Eva poi mi sorride e mi sfila la maglietta della notte.
Ci buttiamo sul letto e mi sdraio mentre lei mi salta sopra con impeto e con tanta vogli di rifarsi dopo la delusione di prima. La fica di Eva è un lago da quanto è bagnata e vogliosa. Il mio cazzo le infila dentro come un biscotto entra nel caffellatte. Scopiamo profondamente ed Eva salta su di me con movimenti rapidi e decisi.
Io sto già per avere un orgasmo ma cerco di trattenermi quel tanto che basta per fare in modo che sia Eva ad averlo prima di me. La cosa avviene proprio come piace ad entrambi e veniamo quasi in sincrono. Lascio che Eva si rilassi distesa su di me e le dico:
“Allora, cosa mi dici, sono perdonato?”
“Sì, sei stato bravo bel cazzone mio, sei perdonato.”
Eva mi sorride e mi dà un tenero bacio, poi aggiunge:
“Sai cosa penso amore, che Julia, secondo me, continuerà a fare scambismo con altre coppie. Mal che le vada trova un altro con il cazzo piccolo, ma saranno più le volte che ne trova uno come il tuo e se la gode.”
“Mi sa che c’hai ragione amore.”
Eva si alza e va in bagno. Ci sistemiamo per la notte e poi ci infiliamo sotto le lenzuola. Per sicurezza imposto la sveglia. Non volevo che i ragazzi arrivassero e ci trovassero ancora a letto.
Ci abbracciamo e ci addormentiamo quasi subito.
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